#mynameis – Ecco come voglio boicottare il disagio su Tinder!

Febbraio, il mese degli innamorati, è alle porte, con tutti i cliché che si porta dietro.

Ho scelto questo mese per proporvi una iniziativa decisamente “anti“: anzi, molto più che una semplice iniziativa, è qualcosa che spero possa avere una ripercussione sulle nostre vite.

She’s Gotta Have It: siamo tutte Nora Darling

Conoscete la serie TV su Netflix di Spike Lee, “She’s Gotta Have It“?

Una pittrice 27enne, Nora Darling, è una donna libera, con tanti grilli e uomini per la testa. Vive la sua sessualità con la massima libertà, in maniera “fluida”, odia gli stereotipi, le gabbie e le etichette.

Alcuni mi chiamano sgualdrina. Ma è una parola che detesto. Non la condivido affatto o per meglio dire: non condivido nessuna etichetta.

Una serie TV sull’emancipazione femminile super attuale, se pensiamo anche alla vastità assunta dal movimento #MeToo.

Nel nostro percorso di autodeterminazione verso la felicità, tutte procediamo per tentativi, errori, successi, pianti, delusioni, sorrisi. E questo è anche il percorso di Nora Darling.

Un passaggio fondamentale della stagione è quando Nora, dopo esser stata molestata per strada da un uomo, inventa una campagna di sensibilizzazione con manifesti anonimi che affigge per la città: la campagna dice “my name isn’t” seguito da nomignoli poco piacevoli che una ragazza può sentirsi fischiare per strada.

Sulla scia di questo episodio, io ho pensato a un modo per combattere, da dentro, il disagio dilagante sulle App.

Si chiama #mynameis.

E pone l’accento sull’aspetto positivo e auto-determinante di tutte noi.

Ognuno di noi (uomini e donne ovviamente) è un mix di sfaccettature, interessi, passioni, note caratterizzanti. Purtroppo questa ricchezza umana non può emergere in chat per via del mezzo che veicola un tipo di comunicazione sintetica e riduttiva (e ci sta che non emerga del tutto, lasciando del materiale di approfondimento per gli incontri dal vivo) ma quando certi “tipi da Tinder” scrivono talune stupidità, tutto ciò che noi siamo va a farsi benedire e sembra non esserci alcuna speranza di farlo emergere nella conversazione e dargli valore.

Perché mi rivolgo principalmente alle donne come vittime di questo tipo di disagio?

Non dico che le donne non facciano le loro magre figure in chat e non facciano cadere le braccia agli uomini.
Ma non sarà un caso se il 95% di screenshot che ricevo sono di ragazze stufe di battutacce da parte di ragazzi.

Ma sapete una cosa?
Ho una gran voglia di essere smentita da voi.
Sono qui e super interessata a conoscere, amici maschi, le vostre storie di disagio causate dalle donne. Se vi va, raccontatamele pure privatamente sulla Pagina FacebookNessuno si salva dal disagio, del resto! 😉

Se vi sentite anche voi maschi vittime di questa tipologia di disagio, ossia non capiti o trattati con superficialità o con battute spinte che vi infastidiscono da parte di ragazze in chat (ne dubito eh ma appunto vorrei essere smentita), potete aderire anche voi al Movimento (non vale però usare il movimento #mynameis per quelle che vi rifiutano gli inviti a uscire :P).

Inoltre, il movimento #mynameis è aperto a qualsiasi orientamento sessuale, dunque rivolto anche a chi è vittima del disagio su app come Grindr per gay, Wapa per le lesbiche, e simili.

Un movimento per boicottare la stupidità nelle dating App.

#mynameis è un movimento che ha lo scopo di boicottare dall’interno Tinder e le dating App, per allontanare il disagio e dichiarare che ne abbiamo davvero le scatole piene di alcuni approcci.

Non è quindi un movimento contro le dating app (nessuno me le tocchi, ne sono una ambasciatrice) ma contro la superficialità e ignoranza che vi dilaga.

Ok, ma quindi come agiamo?

Replicando una meccanica che troverete nel link al Manifesto, continua a leggere! 😉

Il Manifesto anti-disagio

Un movimento deve avere un Manifesto.

Io ho deciso di scriverlo su un mezzo anonimo, proprio come fa Nora nella serie tv: ossia su Telegraph, la piattaforma di Telegram (se ancora non segui il Canale Telegram di Tinder and the City, questo è il momento giusto, clicca qui) che consente a chiunque di scrivere qualsiasi cosa e donarla all’etere: basta scegliere un titolo e un nickname, senza bisogno di svelarsi e con una interfaccia semplicissima.

Scopri qui il Manifesto come funziona il Movimento: http://telegra.ph/mynameis-01-28

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Questa non è solo la mia voce.

Può essere anche la tua, se vuoi.

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