Erika Lust xconfessions indie porn

Porno indipendente: ho visto i film di Erika Lust e non voglio più il solito porno

C’è una giovane donna vestita di soli veli, come una ninfa.

Si guarda intorno, sembra sperduta, impaurita.

C’è un odore selvaggio ed elettrico nell’aria.

D’un tratto, dai fumi e dalle ombre, emergono delle figure: sono uomini, petto nudo, maschere di animale.

La attorniano.

Comincia la danza.

Sembra un baccanale.

Il corpo della donna volteggia, viene sollevato, passa di mano in mano, di corpo in corpo.

Stanno giocando con lei.

O è lei a giocare con loro?

Stacco.

C’è una camera buia. Stretta, angusta, avvolta da una luce rossa, sembra quella di una camera oscura.

Ma non ci sono attrezzi fotografici. C’è un tavolo nella minuscola stanza: sembra quello di un obitorio.

La stanza, a guardarla, potrebbe essere l’anticamera di un bagno di una discoteca. Oppure la hall di attesa di una sala operatoria.

In questo spazio così ristretto, tre figure si stanno annusando.

La ninfa di prima. E due uomini-bestia.

I loro peni sono stentorei, turgidi, ferini, fecondi.

Una doppia penetrazione.

Chi sta davvero giocando, adesso?

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La cascina in campagna è favolosa e c’è un’aria tiepida di inizio estate.

Una coppia sta sistemandosi nella propria camera e si domanda dove siano finiti i proprietari. Nessuno è venuto ad accoglierli.

Sbirciano dalla finestra: da fuori infatti giunge qualche schiamazzo. Sono i proprietari, una coppia anche loro: pare abbiano organizzato un barbecue. Li scorgono e li invitano con entusiasmo a unirsi a loro.

Il proprietario ha addosso un grembiule ma sotto… è completamente nudo. Strano modo di presentarsi ai propri ospiti.

Ma il cibo a tavola è copioso, abbondante, succulento, delizioso. Si vede che quell’uomo ci sa fare.

La sua compagna è accogliente, gentile. Troppo gentile. Suadente. Imbocca la sua ospite, con quel cibo così succulento, dritto nella sua bocca. L’inizio di un gioco, loro ancora non sanno quale.

Intanto ha cominciato a fare caldo.

I due proprietari lanciano un’occhiata alla piscina del cortile, poi ai loro ospiti.

Perché non fare un bel bagno, adesso?

Tutti insieme.

Nudi.

Nudi?

Sì, nudi.

L’acqua fresca sulla pelle, il sole cocente sulla testa. Presto tutto è viscido, fluido, fruibile, a portata di mano. I confini evaporano: dove finisco io, dove cominci tu? Non ci sono più barriere.

I quattro corpi si intrecciano sotto il sole estivo. Si scambiano, si divorano. Si allontanano, tornano, si penetrano, si scambiano ancora, si compenetrano, si divorano con più foga.

Un ansimo lungo e profondo. Una risata.

E’ stata davvero una vacanza fantastica.
Dovremo ricordarci di scrivere una recensione positiva su Tripadvisor.

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Quelli descritti sopra sono due film porno. Anzi, no: sono due film “indie adult“. E non c’è nulla di soft, credetemi: c’è tutto ciò a cui il porno ci abituati, peni, vagine, penetrazioni, sperma. Quello che cambia è tutto ciò che il porno tradizionale non ha, ma che qui c’è.

Il primo film l’ho beccato grazie a una Story di Erika Lust (si chiama “Horny Beasts“, qui il trailer): se siete interessati seguite il suo profilo Instagram, spesso ci sono film in free watching per un periodo limitato oppure scontati. Sì perché i film di Erika Lust non sono gratis: qui non siamo su Pornhub.

In particolare, i due film fanno parte di “X Confessions“, il progetto pluripremiato con cui Erika Lust ha raccolto le fantasie reali di persone reali e gli ha dato vita sullo schermo.

I film di Erika Lust sono un terremoto emotivo, oltre che una vertigine sessuale.

Non eccitano semplicemente.

Ti afferrano con una morsa proprio dove tu sei pulsante, dov’è il tuo centro viscerale.

Quello di Erika Lust è un “porno etico” – aperto alle diversità, dà spazio a diverse fisicità ed etnie negli attori e con una crew di produzione quasi totalmente femminile – e “sex positive“: il suo mantra è: il piacere femminile conta.

E la positività è proprio ciò che i suoi film ti lasciano.

Dopo aver visto un porno tradizionale, non sperimento mai questa positività nel cuore.
E’ difficile da spiegare, ma credo abbia a che fare con la grammatica del porno mainstream: ci sono vagine trapanate, sboccate, sfondate, spalancate. Il porno mainstream è penetrativo. Lo è perché è dominato da un punto di vista maschile. Tutto accade nello spazio quanto più colmato tra un pene (o più) e una vagina (o più). Tutto il resto non conta, il corpo non ha altri territori a parte i propri orifizi. Ciò che conta è solo ciò che è penetrabile.

Se non è penetrabile, non esiste.

Se non sei penetrabile, non esisti.

Immaginate una scena. Una scena porno. Che cosa vedete? Una donna bionda, vestito aderente, labbra rosse, tette enormi.
Un pene. Un pene delle dimensioni di uno stallone. Tra le labbra contratte di lei.
Gli sta facendo un pompino.
Perché? Perché questo caro ragazzo le è venuto in soccorso quando le si è rotta la macchina. Dopo il “pompino di ringraziamento” lui viene su tutta la sua faccia e lei sorride, fingendo che le piaccia.Questo è il porno.
– Tratto dal TEDx di Erika Lust

Questo porno non è real sex.

E se pensiamo che – come dice la Lust – i porno sono il mezzo primario di formazione sessuale delle giovani generazioni, ci spieghiamo perché facciamo sesso con uomini che non raggiungeranno mai il nostro orgasmo (il loro sì però, sempre).

We can’t just turn our backs on porn and think it doesn’t matter because men are the only ones looking at it. Even if that were true, what men are seeing and learning also affects us. Lots of men understand and interpret female sexuality through porn. – Erika Lust

I film di Erika Lust sono real sex: sono il sesso reale che fa chi sa veramente come godersi il sesso. Di chi sa che il corpo non è (solo) un orifizio: il corpo è un segno. Un segno ricco di significati da penetrare.

Il resto, è solo porno.

PS. Il secondo film potete vederlo free: vi basta iscrivervi alla Newsletter di Erika Lust. Fatevi un regalo. E pensatemi.

Foto tratte da qui.

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