L’identità sessuale maschile oggi ovvero è tutto un casino

[voce di Alberto Angela, possibilmente imitato da Fabrizio Colica de Le Coliche, che tra l’altro mi hanno detto essere single: Fabrì, quando te lo vieni a fà un giretto a Milano? 😉 ]

Osserviamo un esemplare femmina di essere umano emancipato nel suo habitat naturale: la camera da letto.

La domina emancipatae ha già compiuto un atto repentino, quello di portare la zampa al portafoglio (il proprio, sì, non ci crederete) pagando il conto nel luogo dove ha appena trascorso dei momenti di approvvigionamento (alias “aperitivo”) con un esemplare maschio di essere umano: l’homo tinderens, una specie apparsa sulla Terra nella seconda decade degli anni 2000.

alberto angela

A seguito dell’approvvigionamento, la domina emancipatae conduce l’homo tinderens verso la propria tana. Notiamo come a volte tale transumanza possa avvenire a piedi, poiché la tana è strategicamente prossima al luogo dell’approvvigionamento, oppure tramite una struttura semovente di trasporto di cui l’homo tinderens è tendenzialmente dotato (“macchina”).

Giunti nella tana, comincia la danza dell’ammmmore, che per la domina emancipatae può strutturarsi in differenti configurazioni pragmatiche, ma che portano comunque tutte a una precisa petitio: “sco*ami”.

Dallo studio cieco in vitro ravvicinato al limite del voyeurismo, osserviamo come la gestica e la prossemica per la domina quanto per l’homo siano fondamentali nel veicolare i segnali di accondiscendenza della prima rispetto al secondo.

Gli studi comunque non sono ancora sufficienti a giustificare il perché l’homo spesso lamenti una indisponibilità della domina alla fornicazione (“f*ga di legno”), seppure tal altri homini lamentino di contro una iper-disponibilità sessuale della domina odierna (“zo**ola”).

Ad ogni modo, tendenzialmente, se una domina lo vuole, telofaccapì.

Ed è lì che l’homo tinderens è chiamato a dare prova concreta della sua virilità ossia disporre di una strumentazione organica e sistemica adatta all’uopo con un certo tempismo e tempra: jedevefunzionà. Del resto, si chiamano “corpi cavernosi”, dovranno avere un nesso filologico e fisiologico con l’homo caverniculus che je dava de clava.

Eppure, accade in taluni casi che l’homo tinderens all’ardua prova cada in fallo.

Quando una deficientia di tal grado occorre, la domina emancipatae, che peddiventà emancipatae ha dovuto attraversare decenni di lotte femministe, evolve in un nanosecondo in una sottospecie alterata eppure insita nel suo DNA di esemplare femminile umano, ovvero: la domina paranoidens insicurae.

La peculiarità genetica della domina paranoidens insicurae si può riassumere in un dubbio che Amleto jefanapippa:

“Forse non gli piaccio abbastanza?”

will and grace

L’identità sessuale maschile oggi: mi sa che ancora nun ce semo capiti

L’11 aprile sono stata invitata (e ne sono onorata) da IBSA Farmaceutici all’ultimo figherrimo piano di Palazzo Lombardia dove sono stati presentati i risultati della ricerca dell’Istituto GFK sull’identità dell’uomo di oggi e della sua sessualità. La ricerca si inseriva nell’ambito della campagna di comunicazione “Ticket to Love”, della quale ho promosso anche qui sul blog il digital contest “500 scuse per fare l’amore”.

La soleggiata Milano.

Il campione di intervistati era di 1005 uomini dai 35 ai 70 anni, quindi chiariamo subito che i dati che riassumerò non riguardano gli under 35, che sono poi la gggente con cui ho a che fare sulle App ed anche il target principale della community Tinder and the City.

Ma… ma possiamo così sbirciare un (possibile) futuro prossimo! O meglio uno dei futuri possibili. Dove andrà l’uomo odierno? E che ne so, onestamente non ho ancora capito dove si trovi oggi. Non l’ho capito in maniera definitiva neanche delle donne e di me come donna, ma al riguardo ti dico: chissene. Adoro la fluidità e il cambiamento, sono per le sfumature e non per il bianco-nero, quindi auguro a questo mondo mille metamorfosi.

Certo, barcamenarsi in una società così complessa e liquida rimane per nulla semplice. Vediamo qual è lo spaccato dell’uomo contemporaneo.

50… no, solo 4, tipologie di maschio di oggi

Gli intervistati hanno dichiarato quest’ordine di priorità: famiglia, lavoro, vacanze/tempo libero, miglioramento personale, aspetto fisico, impegno sociale/religioso. Attenzione, questo vale appunto per gli over 35. Dovessi immaginare una scaletta per gli under 35, non credo avrebbe la famiglia al primo posto. E non me ne lamento neanche dato che rientro nella categoria: ad oggi non mi interessa fare una famiglia né avere figli e se andrà così (mai dire mai) non mi sentirò meno donna per questo.

Il 77% ritiene importante avere una relazione duratura con un solo partner e il 56% dichiara di non avere difficoltà a relazionarsi con le donne di oggi.
Il primo dato mi fa chiedere se l’uomo di oggi sia davvero così monogamo (almeno nelle intenzioni, leggi cosa ho scoperto al mio primo incontro con Poliamorosi a Milano 🙂 ) ma poi penso che negli intervistati c’è anche gente di 60-70 anni… altre generazioni insomma.
Il secondo dato dovrebbe confortarmi ma anche qui penso: ok non hai difficoltà a relazionarti con una donna di oggi, bene; ma sta a vedere però come ci si relaziona, è un altro paio di maniche. Il dibattito qui sarebbe infinito.
Eppure, stando alla ricerca, per la maggior parte degli uomini nel rapporto con una donna al primo posto c’è l’essere gentile/amorevole/affettuoso e solo per il 7% “essere uomo oggi” vuol dire essere passionale. Con questo dato fa il paio anche un 38% che ritiene che la donna oggi abbia perso il suo “lato dolce”. Sembra quindi che l’uomo over 35 oggi voglia quasi “sopperire” alla dolcezza perduta (pare) dalla donna essendo meno passionale ma più dolce a letto (eeeh? dai regà nun scherziamo).

La ricerca ha individuato inoltre quattro profili maschili:

Family Man: la famiglia è al primo posto, è un “uomo tutto d’un pezzo” ma al contempo aperto al dialogo, considera la donna una sua pari (grazie, com’è umano lei) e nel rapporto sessuale apprezza la sua intraprendenza. Insomma sembra l’uomo che ogni donna vorrebbe sposare!
Ma non sarà mica poi lo stesso Family Man che ti ritrovi su Tinder? 😛

Forever Young: fascia 35-54 anni, apprezza la donna intraprendente ma ritiene che sia diventata troppo autoritaria e un po’ meno “mamma e moglie” (sic), nel rapporto sessuale preferisce condurre lui i giochi, pur ammettendo di mettere il piacere femminile prima del proprio.
Chiediamoci però quante volte questo millantare un’attenzione al piacere femminile sia in realtà un altro egoismo: quello di potersi vantare di averla fatta godere. A me sembra il classico ego-riferito che si riempie tanto la bocca di “amo far godere le donne” ma poi a letto martella in maniera monocorde come Rocco. Ossia: l’80% dei ragazzi che ho conosciuto.

californication

Aspirante Leader: come è emerso nel dibattito durante la serata di presentazione, dove sono intervenuti anche il Prof. Emmanuele A. Jannini e Stella Pulpo di Memorie di una Vagina, il punto nodale di questa figura è che non è un Leader bensì è un Aspirante tale. Insomma il classico insoddisfatto della propria posizione sociale, per il quale prioritario è il lavoro che però è anche la sua primaria fonte di stress. Pare viva per lo più al sud e si aggiri tra i 35 e i 40 anni.
Io con queste caratteristiche ne ho incontrati anche sotto i 35 e per me sono i peggiori: tendono a essere passivo-aggressivi, lamentosi, carichi di rabbia repressa e insoddisfazione personale. Non di rado mi è accaduto poi che avessero defaillance sessuali giustificandosi col fatto che “hanno troppi pensieri per la testa” legati guarda caso proprio alla loro (insoddisfacente) carriera.

Uomo in Crisi: non è molto soddisfatto di se stesso e della sua vita, chiuso e solitario, non gli interessa neanche più di tanto il sesso ed ha difficoltà a rapportarsi con le donne. Uno sfigato ‘nzomma, poraccio lui.

Nessuno di questi profili prevale ma secondo la ricerca sono divisi equamente. La verità probabilmente è che spesso questi profili si ritrovano intrecciati tra loro in un unico individuo, cosa molto più naturale e plausibile del resto. Se volessimo rapportarlo al mondo delle App, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, l’uomo medio di Tinder è a metà tra Aspirante Leader e il Forever Young. L’Uomo in Crisi altri non è che i veri e propri casi umani che popolano il bestiario del disagio tinderiano, ossia è l’Uomo del Disagio, quello che è sempre dietro l’angolo (o lo swipe).

E quindi?

E quindi lo so, da questa disamina sembra che non si salvi nessuno.

Per carità, potrei abbinare altrettante donne criticabili alle rispettive quattro tipologie di uomo: la Mater Familias, morigerata e che si sacrifica per la famiglia, anche un po’ retrograda e repressa; la Milfona che si fa imbambolare dal primo toy boy che passa, che le permette di essere “Forever Young” ma anche, almeno secondo lei, “Less Alone”; la Donna in Carriera, che va avanti come un treno sulla carriera ma si è così inacidita da essere diventata peggiore di un uomo, stronza non solo con gli uomini ma, peggio, anche con le altre donne; la Donna Mestruata, che è quella che i nostri cari tinderiani detestano e denigrano in molte short bio: “no pazze, no psicopatiche, no lunatiche” e il solito bla bla bla.

george clooney julia roberts

La verità è che sia uomini che donne non sono solo questo ma, per fortuna, molto di più.
Non possiamo ridurci a categorie.
Ci bastano già quelle di Pornhub.

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