Dick pic

Cronache di una ragazza su Grindr – L’insostenibilità del rifiuto di una dick pic

Tempo fa ho fatto le 3 di notte. Perché?
Ho litigato con un tizio su Grindr.

Cosa ci facevo su Grindr?

  1. Interesse a chiacchierare e raccogliere qualche storia
  2. Conoscere dei bisex per curiosità

Premessa: su Grindr ho una mia foto a mezzo volto e uno pseudonimo. Ho dichiarato di essere una donna, seppure tanti mi scrivano chiedendomi: “trans o trav?” (transessuale o travestito).

Il volto non è totalmente visibile perché, non so, nonostante conosca sempre più le dinamiche di Grindr grazie ai racconti di amici gay, per me rimane un ambiente virtuale che a volte risulta sgradevole e mi fa sentire un po’ disarmata.

E’ che su Grindr sembra proprio che valga tutto e non ci siano regole. Credo sia per due motivi principali:

  1. Puoi inviare foto e considerato che non serve il “match” per chattare, puoi inviare davvero di tutto a chiunque;
  2. In questo anno in cui mi sono avvicinata ancora più al mondo gay, mi è stato confermato che tra omosessuali non si va per il sottile in chat. Se in un’App per etero pare ancora vigere un minimo timore/pudore/rispetto dell’uomo verso la donna, su Grindr un gay oltre a vedersi arrivare sfilze di dick pic (e non è che sia matematico che a tutti i gay piacciano le dick pic) arrivano anche insulti pesanti e battute di infimo gusto.

Per questo in qualche modo sento di dovermi tutelare non mostrandomi integralmente. Mi sentirei come se quelle dick pic potessero arrivarmi letteralmente sulla faccia.

Comunque, su Grindr le dickpic sono una prassi assodata.

Il fattaccio

Torniamo alla lite col tizio su Grindr. Nel suo profilo c’era scritto:

“Qualcuno ha un’amica che ha voglia di farsi chiavare da un gruppo di maschi?”

Lo so, già questa presentazione avrebbe dovuto farmi desistere da qualsiasi contatto.

Fatto sta che mi ritrovo un suo messaggio:

“Ciao, io e i miei amici saremmo interessati a te.”

Segue intero shooting del suo pene. A riposo però. Tra l’altro, me la potete spiegare questa? Vorrei capire quale criterio c’è dietro la dick pic a riposo. Cioè è come se io mi facessi una foto del sedere mentre contraggo le chiappe: farei emergere tutti i buchi della mia cellulite, non mi conviene no?

Mentre io mi arrovello sull’estetica della dick pic, c’è una donna che ha fondato un blog su Tumbrl (critiquemydickpic) dove richiede di inviarle dick pic per offrire un suo feedback “onesto e oggettivo” della foto. Geniah! Fateci un giro perché è esilarante vedere in quanti modi è possibile fotografare un pene.

Ad ogni modo, io gli rispondo:

“Grazie per avermi omaggiata con un intero servizio fotografico del tuo pene (non richiesto) ma non sono interessata a farmi chiavare da te e dal tuo gruppo di amici.”

“Perchè no?”, mi chiede.

“Perchè non mi interessa, non mi eccita.”

Lui cambia strategia e mi dice che posso incontrare anche solo lui e mi elenca cosa sarebbe tanto desideroso di farmi, e sottolinea “per ore“.

Ma io non voglio farmi fare quelle cose da te e per ore per giunta!

Provo a intavolare un confronto: gli chiedo se lui e i maschi in generale si chiedano mai, quando pensano di inviare una dick pic, se alla donna possa realmente interessare/piacere vedere quella foto.

“Ad alcune piace, ad altre no”, mi risponde. Ok ma non ha comunque risposto: te lo poni o no il dubbio!?

Secondo me no, perché credo che la dick pic uno la invii non per lei che riceve, ma per se stesso, egoisticamente.

Prosegue cercando di rassicurarmi – per convincermi, ovvio – e mi dice che lui non è “animalesco” ed è un “tipo semplice” (?).

credo che la dick pic uno la invii non per lei che riceve, ma per se stesso, egoisticamente.

Primo cortocircuito: pregiudizio secondo cui una donna in chat è impaurita e quindi è necessario rassicurarla sul fatto che il sesso proposto non sarà “animalesco“. Ah, però hai cominciato la chat mandandomi le foto del tuo pene. Non mi sembra tu abbia scelto un approccio delicato, ecco.
Inoltre, perché un sesso animalesco dovrebbe non piacere?
Ad alcune piace e ad altre no infatti.
Non è il tipo di sesso proposto qui il punto, ma il fatto che hai esordito in un certo modo e che adesso stai pure insistendo dopo un mio chiaro “no“.

 

Un post condiviso da Tinder (@tinder) in data:

Ma il bello deve ancora venire.

Gli ribadisco che un incipit con delle dick pic a me non fa eccitare affatto, anzi.

Lui non comprende.

“Scusa ma perché sei qui allora? Non per incontrare gente?”

“Sì, ma dove sta scritto che per conoscere e incontrare qualcuno devo per forza essere sottoposta senza volerlo alle foto del suo pene?”

La riposta merita una citazione puntuale:

“Iscriviti a un Gruppo Facebook del Vaticano così troverai ragazzi che non ti parlano di c**zi.”

Seguono accuse di essere moralista e pretenziosa.

Secondo cortocircuito: mi hai inviato le foto del tuo pene e mi hai invitata a essere oggetto di sesso di gruppo coi tuoi amichetti. Io ti dico che non mi va e ti spiego che è perché non mi interessa la faccenda, non mi eccita. Tu non lo accetti e mi dai della moralista, pretenziosa. Ecco la dinamica tipica di chi non sa accettare un rifiuto: ti aggredisce.

Dopo mi scrive anche che sono “incoerente” e un “pesce fuor d’acqua” perché sono su una chat di incontri (e lui non si spiega il mio comportamento evidentemente).

Terzo cortocircuito: se sei su un’App di incontri ma non sei ricettiva e disponibile a qualsiasi proposta, non va bene, sei “incoerente”.
L’assioma da cui questi individui partono è: sei su un’App? Mi hai dato il Match? Allora devi essere accondiscendente, non è ammissibile che tu mi dica di no!

Terzo cortocircuito: se sei su un’App di incontri ma non sei ricettiva e disponibile a qualsiasi proposta, non va bene, sei incoerente.

Sul finire però il tizio sembra avere un barlume di saggezza. Mi accusa di pregiudizio, gli chiedo perché:

“Finora hai parlato generalizzando e dicendo ‘i maschi’, non ti sei rivolta solo a me. E’ come se un uomo dicesse ‘tutte le donne sono troie‘.”

Qui effettivamente mi sento un po’ colpita e affondata. Non posso dargli torto, ho effettivamente usato nelle frasi “voi maschi che mandate dick pic“, generalizzando.
Ma mi sento di fare un appunto (che però a lui non ho scritto, non ne valeva la pena): un ragazzo che manda una dick pic è un dato di fatto, se io dico “voi maschi che mandate dick pic mi state sulle palle” sto esprimendo un mio stato d’animo rispetto a qualcosa che “accade” (il fatto che mandino quelle foto). Se dico invece che “tutte le donne sono troie“, ‘troia’ è un aggettivo che connota in un certo modo una donna: non è un dato di fatto, è un giudizio. E in base a quale criterio poi definiresti una donna una troia? Il punto in realtà non è nemmeno questo: la verità è che l’appellativo troia non dovrebbe esistere e non dovrebbe essere affibbiato neanche a una sola donna su questa terra.

Ho provato a ragionare sul perchè scatta questa aggressività nell’uomo quando una donna gli pone un rifiuto, soprattutto a seguito di dick pic.

l’appellativo troia non dovrebbe esistere e non dovrebbe essere affibbiato neanche a una sola donna su questa terra.

Provo a mettermi nei panni di lui, ribaltando i ruoli: io mando una foto delle mie grazie a un ragazzo e quello mi risponde “guarda, non sono interessato/non mi piace questo approccio” (FANTASCIENZA PURA OVVIAMENTE ma voglio ipotizzare ne esista qualcuno). Come mi sentirei io? Probabilmente stupida, non apprezzata, forse bruttina per i suoi standard, rifiutata appunto.

Forse è così che si sente un uomo in quella situazione, con l’aggravante secondo me che l’uomo da secoli fa vanto del proprio arnese e quando lo sfoggia è alla ricerca della conferma del proprio ego. Certo anche noi donne sfoggiamo seni e sederi per egocentrismo e conferma di quanto siamo piacenti. Ma credo che non ne facciamo una questione di orgoglio personale (non sarà un caso se si dice di più “ferire l’orgoglio maschile” e non si parla altrettanto di “orgoglio femminile” invece). Noi donne ci misuriamo le tette per confrontarci su chi ce le ha più grosse? Non mi pare. Al massimo schiattiamo di invidia tra di noi.

Quindi un rifiuto a un ragazzo, con l’aggravante di una dick pic che doveva secondo lui attestare la sua potenza e irresistibilità e far avere un orgasmo immediato alla donna, è un duro colpo all’orgoglio: probabilmente lo fa sentire molto stupido.

Ma dopo? Come reagirebbe una donna al rifiuto di una sua pussy pic? (passatemi questo neologismo)

Gli darebbe del moralista? Del bigotto? O forse insinuerebbe che lui sia omosessuale… a volte ho letto commenti del genere da donne quando dopo un po’ di volte accade che il ragazzo di turno non dà segnale di voler inzuppare il biscotto in alcun modo, e anche questo pregiudizio lo reputo molto brutto.

Ad ogni modo, l’atteggiamento aggressivo di un uomo che si vede rifiutato dopo avances/dick pic non ha giustificazioni. Certo è che qui c’è un problema con la gestione del rifiuto, che nel minore dei casi porta a essere bloccate da un tizio qualunque su un’App, ma nei casi peggiori porta a ben altro, come la cronaca purtroppo insegna.

Ma smentitemi se non è così, vi prego. Io spero sempre di non avere ragione.

Non sono riusctia comunque a chiedere altro al tizio di Grindr perché – indovina un po? – mi ha bloccata in chat. Ma non era lui ad avermi insultata? Vabbè.

Ah, se vi state chiedendo perché un eterosessuale fosse su Grindr, lui mi ha spiegato fosse lì perché “tanti gay hanno amiche etero“.

Postilla

Il problema delle dick pic è quando non sono richieste. Se l’invio di foto hard fa parte di un gioco consensuale tra una o più persone, non si pone alcun problema. Inoltre, non è neanche un problema che una donna voglia fare sesso con un gruppo di uomini, se consenziente; ciò che fa storcere il naso è il sessismo con cui il tizio del profilo Grindr in questione ha posto la cosa, come se lui fosse sull’App a caccia di gay che possano dargli “in pasto” delle loro amiche etero per la gioia sua e dei suoi amichetti.

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