Sex education nuova serie tv netflix

La serie tv Sex Education e i teen che cercano sesso su Telegram- tempo di lettura: 8 minuti -

Negli ultimi anni su Netflix sono uscite diverse serie con protagonisti teenager, basti pensare alle ultime come la serie animata Big Mouth, rude e ironica come South Park oppure a The End of the F***ing World, che personalmente ho adorato.

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La serie tv del momento in ambito teen è Sex Education, con Asa Butterfield (che avevo amato in Hugo Cabret e adesso non l’ho neanche riconosciuto!) e Emma Mackey (già considerata la sosia di Margot Robbie ed in effetti è la prima cosa che ho pensato).

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Io ho solo visto l’episodio 1 di Sex Education quindi per una mia recensione è ancora presto, ma posso dire che ciò che ho visto finora mi è piaciuto.

Piccola sinossi per chi non la conoscesse ancora:

La serie è ambientata in un centro rurale dell’Inghilterra dei giorni nostri. Otis Milburn, timido liceale figlio di una valida sessuologa, entra in contatto a scuola con la ribelle Maeve. Dall’incontro tra le conoscenze di lui e la sfrontatezza di lei nasce sottobanco una improvvisata clinica del sesso. Avventurandosi tra le esperienze adolescenziali dei loro compagni, intraprendono un vero e proprio percorso di educazione sessuale.

La madre sessuologa tra l’altro è Gillian Anderson, la “rossa” di XFiles che praticamente è stata il sogno erotico di tutti gli uomini (e non solo) cresciuti con questa iconica serie TV degli anni ’90. E devo dire che la Anderson sta maturando benissimo.

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Manco a farlo apposta, in queste settimane ho avuto una immersione imprevista e non voluta nel mondo dei teenager, ma in chat. Ho infatti scoperto che su Telegram esiste un Bot che si chiama Strangerbot e che infatti ha la funzione di “matcharti” a caso con dei profili sconosciuti con cui poter chattare nel totale anonimato. Potevo non provarlo?

Ciò che ho scoperto non me lo sarei facilmente aspettata.

L’educazione sessuale ai ragazzi in Europa

Come si può fare educazione sessuale mantenendo un linguaggio adatto ai più giovani senza innervosire la censura? Sarà possibile proiettarlo nelle scuole? O ci saranno opposizioni?

Sono alcune delle domande da cui parte un progetto di documentario a Milano che ho scoperto e che si chiama “Making (of) love“:

L’educazione sessuale è nella sua quasi totalità freddamente tecnica, ricca di allarmismi, pronta a ricordarci malattie e gravidanze indesiderate. Paolo Mottana, professore all’Università di Milano di Filosofia dell’ educazione, ha deciso di girare “Elogio dell’impudicizia” un video per le scuole che mostra la sessualità come un’esperienza positiva e vitale su cui acculturarsi anziché premunirsi. Messe da parte le fredde spiegazioni medico scientifiche, si parla di diritto al piacere, di eros leggero e ludico, mostrando una visione laica della sessualità basata solo sulla volontà di due liberi individui dove il sesso non è solo quello prestazionale di Youporn ma è fatto di sapori, odori, arte… Making(of)love segue Paolo e il suo gruppo di lavoro realizzare questa sinfonia del piacere pronti a ridare dignità ad ogni tipo di esperienza: omosessualità, masturbazione, pornografia, feticismo… Sotto gli occhi dello spettatore si dipana uno dei processi creativi più sovversivi di questi anni. In un gioco di Matrioske i due progetti si intersecano permettendoci scoprire non solo la genesi di “Elogio dell’impudicizia” con tutti i suoi stadi di produzione (casting, riprese, dubbi) ma anche la presentazione dello stesso al pubblico di ragazzi e adolescenti. E se gli spazi educativi negheranno le proiezioni Paolo e il suo team hanno un piano B: organizzare proiezioni clandestine fuori dagli spazi negati per portare a più persone possibili la ricchezza di quell’esperienza straordinaria e gioiosa che è la sessualità.

Sono molto curiosa e sicuramente seguirò il progetto per vederne l’evoluzione.

Sulla Pagina Facebook del progetto ho trovato una mappa che traccia lo stato dell’arte dell’educazione sessuale nelle scuole in Europa, tratto da un rapporto dell’UE del 2013.

Per esempio scopro che in Bulgaria dal 1996 il metodo usato per insegnare l’educazione sessuale è quello “fra pari” ossia i giovani che hanno già conoscenze sulla sessualità insegnano le basi ai più piccoli (a partire già dagli 11 anni), mentre la Svezia è stata pioniera nell’educazione sessuale, introducendola nel 1942 e trasmettendola in radio dal 1954, diventando la prima Nazione a introdurla nelle scuole, rendendola obbligatoria.

Nel resto dei Paesi europei, l’educazione sessuale nelle scuole più o meno è stata introdotta intorno agli anni Settanta,in alcuni il corso è obbligatorio mentre in altri i genitori possono scegliere di non far frequentare i figli, come si fa con l’educazione religiosa per intenderci.

L’Italia? Ovviamente manca dalla mappa.

Ma del resto finché abbiamo i Pro Vita e altri parti conservatrici, nonché il Governo stesso, che si inalberano non appena sentono dire di tentativi di corsi di educazione alla sessualità e sulla teoria gender (perché devia i poveri bambini “confondendogli le idee”), non credo andremo molto lontano.

Don’t talk to strangers

Appena schiacci /start il Bot Telegram comincia a cercare profili con cui farti chattare. Devi avviarlo più volte perché il 50% delle volte ti matcha con altri Bot ma che offrono contenuti porno, come ad esempio questo:

Ciao mi chiamo Valentina sono vogliosa di cazzo questo è il mio canale dove vi saluterò e manderò anche foto hot

Benvenuti nella tana del Bianconiglio.

Dopo alcuni tentativi becco il primo “stranger“.

Ciao.
Sono uomo, anzi, un ragazzo/bambino.

Non capisco, allora chiedo quanti anni abbia:

14.

Ah.

Gli dico la verità, che io ho 30 anni e che sto provando il Bot per la prima volta. Gli chiedo da quanto tempo lo usa lui:

Ci sto da un po’. È quasi una droga.
Sinceramente lo uso per foto di ragazze, ma non ci sono ragazze su sto bot, quindi per cercarle ci sto ore e ore senza risultati.

Dovevo aspettarmelo ma… cavolo, non addirittura da un ragazzo di 14 anni, di già! Gli chiedo se intenda foto di ragazze “nude”:

Sì.

È deprimente, lo so.

Gli chiedo invece come vada “dal vivo” con le ragazze.

Amico. Non piaccio alle ragazze, sono il giullare.

Mi figuro la situazione tipica del ragazzino che a questa età si sente “sfigato” con le ragazze. Ci siamo passati tutti. L’adolescenza infatti solitamente è una merda.

Ad ogni modo, il fatto che abbia descritto quello che fa con questo “bot” una droga mi aveva allarmata un po’, allora gli dico che se però si dovesse rendere conto che ad esempio passa notti insonni, comincia ad avere problemi a scuola e ad andare fuori controllo (mi rendo conto però che sto usando con lui forse un linguaggio troppo “da adulti”, infatti io non so trattare con i ragazzi, sono totalmente impreparata), secondo me dovrebbe parlarne con qualcuno. Tento di stabilire una empatia raccontandogli che io da adolescente mi facevo le nottate con la Playstation finché i miei me l’hanno dovuta nascondere.

Mi risponde:

Ma anche no. [riferito al mio invito a parlarne con qualcuno]Non è una droga vera. Riesco a smettere.

Ma mi dà fastidio non trovare nessuno.

Gli chiedo se sia mai andato a cercare le foto su Internet invece che usare questo bot…

Mi fa piacere pensare chi c’è dall’altra parte.

Lo saluto e gli auguro il meglio.

Premo di nuovo /start e il bot cerca nell’Internet. Dopo un bot che mi propone “1000 + photos of teen girls” (sic) ecco un nuovo stranger con cui chattare.

M o F? Anni?

Uh, va subito al sodo. Ancora, dico la verità, che sono F e ho 30 anni.

Io M 16 anni.
Sei carina? Vuoi scambiare qualche foto?

Ammazza, comincio a pensare che questa storia dei minorenni e le foto non sia proprio un caso. Gli dico di no, anche perché è minorenne. Gli chiedo se altre volte ha già scambiato foto.

Sì.
Fammi vedere dai.
Cerco belle ragazze come te per segarmi.

Diosantissimo. Gli ribadisco il mio no.

Se ti esco il pisello me le esci?

Lo freno sulla foto, ma lui prosegue a manetta:

Ci sai fare con la bocca?
Sei molto più grande di me e la cosa mi eccita.
Perchè non mandi foto? Solo per una sega.
Che taglia porti di reggiseno?
A culo come sei messa?
Lo hai mai preso in culo?
Già che hai 30 anni ti vorrei scopare.
Ti scopo forte, fino a quando non vieni.
E squirti.

A quel punto mi inserisco nel suo flusso di coscienza e gli chiedo: squirtarema sai almeno come si fa?

Boh cerco un video e lo vedo.

My God. La generazione che pensa che ci sia un video tutorial per tutto su YouTube. Per tutto, davvero.

Lui continua:

Ti masturbi?
Quanto duri?

Quanto duro? Cioè, avete mai chiesto a una donna “quanto duri“? Ma che diavolo significa?

Dopo quanto raggiungi l’orgasmo. [mi spiega]
Fai la troia?

A quel punto chiudo e mi dico che spero fosse un fake e non avesse realmente 16 anni, perché altrimenti immagino che fantastico uomo maschilista diventerà, di questo passo.

Il patriarcato ce li prende già in fasce, nelle culle, col latte materno, eggià.

/start.
Altro giro altra corsa.

Stranger: M, schiavo.

Esce subito dopo. Peccato, potevano esserci degli argomenti di conversazione.

L’ultimo è un altro ragazzo di 16 anni, che però non sembra molesto. Mi chiede cosa faccio di bello, mi dice “che palle la scuola”. E che è sul bot anche lui per farsi mandare foto di ragazze su cui masturbarsi, ma che non ne trova.

Gli dico ancora la verità, che ho 30 anni.
Mi chiede se sono sposata o single (annamobbene). Gli dico che sono single da alcuni anni dopo alcuni fidanzamenti.
Mi dice che lui è “single” da 3 anni e che ha solo dato un bacio quando ne aveva 13 appunto, è vergine.
Gli dico che arriverà anche il suo tempo, di non preoccuparsi.

Tu almeno una vita sentimentale l’hai avuta, però.

Mi fa tenerezza.

L’adolescenza è davvero una merda, sì.

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