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Ho partecipato a un casting con giovani sulla sessualità e la novità è che vogliono essere ascoltati- tempo di lettura: 6 minuti -

È un progetto-matrioska“, mi dice Anna Pollio, regista, assieme a Lucio Basadonne, di Making(of)love (e già autori dei documentari Unlearning e Figli della libertà). “Appena abbiamo cominciato a pensare al documentario su educazione sessuale e giovani, abbiamo pensato anche a tutte le difficoltà che avrebbe incontrato il progetto e che quindi sarebbe stato interessante raccontarle.

Il prof. Paolo Mottana e il regista Lucio Basadonne, tra i sex toys di Wovo store a Milano.

Questo documentario uscirà a novembre 2019 e nasce da un’idea del professore all’Università di Milano di Filosofia dell’educazione Paolo Mottana:

Girare un video per le scuole che mostra la sessualità come un’esperienza positiva e vitale su cui acculturarsi anziché premunirsi. Messe da parti le fredde spiegazioni medico scientifiche, si parla di diritto al piacere, di eros leggero e ludico, mostrando una visione laica della sessualità basata solo sulla volontà di due liberi individui dove il sesso non è solo quello prestazionale di Youporn ma è fatto di sapori, odori, arte…

Dalla Presentazione del progetto

Il racconto di questa avventura, che si chiama appunto “Making(of)love“, il documentario del documentario, uscirà nel primo semestre del 2020. L’idea di realizzare un “making of” nasce dalla intuizione di Anna e Lucio che mostrare il processo creativo attraverso cui si sarebbe realizzato il documentario sull’educazione sessuale per le scuole, poteva essere interessante quanto il documentario stesso. Così nasce il primo progetto partecipativo sul diritto al piacere delle nuove generazioni, una terza rivoluzione sessuale.

Come si può fare tutto questo mantenendo un linguaggio adatto ai più giovani senza innervosire la censura? Sarà possibile proiettarlo nelle scuole? O ci saranno opposizioni? Sotto gli occhi dello spettatore si dipana uno dei processi creativi più sovversivi di questi anni.

Dalla Presentazione del progetto

Non abbiamo idea di come andrà, se ci permetteranno di portare il documentario nelle scuole e se la censura lo smembrerà“, mi spiega Lucio. Avverto un entusiasmo elettrico misto alla consapevolezza del rischio e tutto ciò che questo può comportare per la squadra di lavoro.

Oggi, da Wovo a Milano, ho avuto la grande opportunità di partecipare ai casting che il team capitanato dai registi Anna e Lucio ha realizzato. Io non ero nelle vesti di candidata – anche perché era aperto a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 24 anni e io ne ho appena compiuti ben 31 – ma dalla parte di chi, assieme al professore Paolo Mottana, faceva le domande dietro la telecamera. Il casting era finalizzato a trovare 4 ragazzi che prenderanno parte alla squadra creativa e produttiva del documentario, sia come scrittori del film che come interpreti: una bella sfida e un atto di coraggio per loro.

Non avevo mai fatto una cosa del genere. E’ stata un’esperienza profonda e arricchente a livello umano. Mi ha donato momenti di sorpresa, riflessione ed emozioni forti. Mi sono sentita molto fortunata nel poter intervistare dei ragazzi più giovani di me sull’argomento sesso. Si tratta della “Generazione Z” ovvero i nati tra il ’95 e il 2010, di cui si dice abbiano ereditato l’iper-disponibilità di partner sessuali – fatta esplodere anche dalle dating app – già sperimentata dai loro antenati Millennials, e tutto ciò che ne è conseguito.

Ho potuto filmare e fotografare alcuni candidati e ho preso appunti come una forsennata proprio per potervi restituire alcuni momenti del casting.

Ai miei coetanei vorrei dire: cercate di dimenticare tutto ciò che è vi è stato detto prima d’ora e sperimentatelo da capo.

M., donna, 20 anni.

C., uomo, 21 anni.

“Bisogna parlare di più sulla sessualità ai giovani, dato che l’educazione sessuale a scuola non basta. Ad esempio non si parla mai di sesso e differenza di età, di sesso e infanzia o di masturbazione in generale. Per me questo tema è molto importante, anche se io non ho mai avuto rapporti sessuali con una ragazza, solo masturbazione.”

P., donna, 19 anni.

“Quando avevo 13 anni avrei voluto sapere di più sul mio corpo, a 16 anni poi avrei voluto sapere di più su come si fa sesso, ad esempio che qualcuno mi spiegasse le diverse posizioni. Se dovessi immaginare una scena per spiegare il piacere sessuale ai ragazzi, rappresenterei il contatto pelle a pelle. Quando cominci a frequentare qualcuno, a livello sessuale ogni volta è come cominciare da capo, con ogni persona nuova è tutto da scoprire. Credo che un grande tabù oggi sia la masturbazione, sia femminile che maschile.”

G., donna, 19 anni.

“Tra ragazzi si parla tanto di sessualità ma non in maniera approfondita, si rimane sempre a livello superficiale. Ad esempio a me piacerebbe parlare di ansia da prestazione femminile, che io ho vissuto in prima persona: non mi sentivo all’altezza di fare un pompino, credevo di non essere brava. Non avevo mai guardato porno, poi una sera ne ho visti alcuni con un gruppo di amici maschi. Non mi sono piaciuti, mi hanno suscitato disagio e li ho trovati sessisti. In questi porno non vengono mostrati i preliminari, non ci sono momenti di comunicazione e si riduce tutto al solo atto sessuale.”

M., transessuale FtM, 20 anni.

“Sono un ragazzo transessuale non medicalizzato e sono bisessuale. Spesso i miei compagni di classe vengono da me a chiedermi com’è fare sesso con una donna oppure con un uomo, credo sia importante fare educazione sessuale nelle scuole perché manca la conoscenza di molte cose. Per l’importanza di questo argomento e per la mia specifica situazione, sarei disposto a espormi in un documentario, per poter aiutare altri ragazzi come me.”

M., donna, 20 anni.

Si pensa che i ragazzi ne sappiano di meno riguardo al sesso ma in realtà bisogna renderci liberi di esprimerci senza farci sentire spaventati come spesso fa l’educazione sessuale che ci mostra solamente le malattie sessualmente trasmissibili e ci parla di gravidanze indesiderate. La mia prima volta avevo moltissima paura, poi il mio ragazzo mi ha preso la testa tra le mani, e mi ha sussurrato Stai tranquilla, ci sono io qui‘, poi dolcemente ha cominciato a baciarmi il collo e così io mi sono rilassata… da quell’istante è andato tutto bene. Sono arrivata anche a capire ad esempio che nella sessualità mi piace il gioco di potere e i giochi di ruolo: non essere totalmente padroni di se stessi e affidarsi al partner. Ai ragazzi vorrei dire: cercate di dimenticare tutto ciò che vi è stato detto prima d’ora e sperimentatelo da capo.”

Ognuno dei ragazzi che ho sentito mi ha lasciato qualcosa, mi hanno stupita e mi hanno fatta riflettere.

Una ragazza che alla vista sembrava molto timida, ha raccontato di aver fatto un threesome e di esserci arrivata con grande naturalezza. Non bisogna mai giudicare dalle apparenze. Anzi, non bisognerebbe giudicare e basta.

Nel momento in cui un’altra ragazza raccontava della sua prima volta e di come il suo ragazzo l’avesse rassicurata per poi baciarla sul collo… la sua voce era così fresca eppure così sensuale…

“Marvi, hai un’ultima domanda per lei?”

Sono uscita da un sogno: ero stata rapita dal suo racconto, trasportata in un’altra dimensione. Forse perché in quei momenti erotici che hanno del virginale, del lolitismo, potrei rivedere una me stessa adolescente. Forse anche perché quel genere di meraviglia per l’ignoto e il piacere elettrizzante di una scoperta genuina non li ho vissuti quasi mai nei miei venti e trent’anni.

In generale, ho nettamente avvertito quanto bisogno abbiano questi ragazzi non tanto di parlare – già tra loro lo fanno e anche molto – ma di essere ascoltati, essere ascoltati proprio dagli “adulti“. Dall’alto dei nostri trenta, quaranta, cinquanta, sessant’anni e di decenni di sesso consumato, parliamo tanto di come dovrebbero vivere questi ragazzi la loro sessualità, di cosa sarebbe meglio per loro, di cosa dovremmo noi insegnargli.

Ma ci siamo mai chiesti invece quanto potrebbero insegnare loro a noi?

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