Chi sono

– ph. Ale di Blasio Photographer

In breve

Marvi Santamaria, classe ’88, siciliana trapiantata a Milano per lavorare come Social Media Manager.

Nel tempo libero, qui su Match and the City racconto storie di ordinaria sessualità (e disagio) nate dalle dating app, un match dopo l’altro.

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Il sogno della Community

Sono sulle dating app dal 2014.

Questa Community è nata il giorno in cui ho realizzato una cosa:

Il disagio unisce le persone.

Disàgio s. m. [comp. di dis- e agio]. – a. Mancanza di agi, di comodità e sim.; condizione o situazione incomoda: soffrire, patire, sopportare disagi di ogni specie; b. Senso di pena e di molestia provato per l’incapacità di adattarsi a un ambiente, a una situazione, anche per motivi morali, o più genericam. senso d’imbarazzo. 

Quante volte ti sei sentito/a così in una conversazione su una dating App?

Il progetto di creare una Community per condividere questo tipo di disagio che nasce sulle Dating App mi frullava nella testa da un po’. Mi ero resa conto che in Italia non esisteva ancora uno spazio virtuale (ben avviato e nutrito di contenuti) incentrato sulle storie nate dalle App. Io volevo parlarne in maniera leggera, scanzonata e ironica, dando spazio però anche a riflessioni più profonde e che ci accomunano.

Il coraggio di essere

Così ho avuto il coraggio di lanciare il primo post sulla Pagina Facebook il 19 Gennaio 2017

Perché parlo di coraggio?

Perché sapevo che non si sarebbe trattato solo di uno spazio frivolo dove commentare storie di chat ma che avrebbe investito tanto di me stessa, incrociandosi col percorso personale che stavo intraprendendo.
Ero appena arrivata nella grande città di Milano, una città che ti dà tanto ma solo se ti sbatti e non ti piangi addosso.
Ero arrivata da sola, lasciando gli affetti per essere autrice della mia storia personale.
Per farlo, avevo dovuto trovare il coraggio di porre fine a una lunga relazione in cui mi ero fatta privare della mia personalità estrosa e dei miei desideri: per anni avevo accettato la gabbia

Benedico quel momento in cui sono riuscita a emergere dal fondo e prendere la prima boccata d’aria dopo anni: è stato come venire al mondo, di nuovo.

Da allora, non sarei mai più tornata indietro.

C’è qualcun’altra là fuori?

Non era la fine. Era solo l’inizio.

Avviando questo progetto sapevo che avrei dovuto avere le spalle ancora più forti e che ciò che avrei comunicato mi avrebbe resa esposta con famiglia, colleghi, amici e con gli stessi ragazzi che incontravo tramite le App.

Per questo inizialmente ho gestito la Community rimanendo totalmente anonima.

Ma la voglia di condividere, mettere il naso fuori alla ricerca di altre come me, era sempre stata tanta. Così a dicembre 2017 apro su Facebook il Gruppo chiuso per sole donne “Match and the City Cafè“, col sogno di creare un posto virtuale dove una donna si potesse sentire libera di parlare di gioie e dolori nati dalle dating App e di raccontare i propri desideri sessuali.

E ci sono riuscita: ogni giorno sul Gruppo ricevo nuove iscritte e vengono pubblicate storie, sfoghi, richieste di consigli e aiuto. Temevo la competizione e velenosità femminile che spesso ci mettono le une contro le altre, invece sono riuscita a creare uno spazio dal mood aperto, inclusivo, positivo. Una rete di supporto per donne di ogni età e orientamento sessuale.

Il riscontro forte emerso sia in Pagina che nel Gruppo mi stava facendo sentire sempre più forte il bisogno viscerale di uscire allo scoperto, metterci la faccia e il nome (il cuore, quello, lo avevo già messo dall’inizio): l’anonimato mi stava troppo stretto, mi sentivo in gabbia (un’altra!) e di dover quasi nascondere una seconda vita che stavo conducendo nel buio.

Solo svelandomi mi sarei potuta immergere veramente nella Community e avrei potuto portare l’online nell’offline.

Il mio coming out

Allora mi sono detta: se devo uscire allo scoperto, voglio che sia una grande festa.
Il 7 giugno 2018 ho tenuto il primo “AperiTinder” d’Italia, a Milano presso il bar “Portineria 14” (qui l’emozionante intervista che ho fatto a Francesca, una delle tre socie).
Avevo deciso che quella sarebbe stata l’occasione per il mio svelamento.
Credevo sarebbero venuti solo i miei 4 amici più stretti.
Invece sono arrivate più di 60 persone.
Avevo paura, mi sentivo impreparata, avrei voluto eclissarmi, eppure finalmente cominciavo a toccare con mano ciò che avevo creato in solo 1 anno e mezzo. Ed era una sensazione impagabile.

– ph. by Lorenza D’Alessio

Durante l’evento ho organizzato anche uno Speed Date: ecco l’album con le foto. Qui invece un post di resoconto di questa mia prima avventura e di seguito il video dell’evento (video credits Luca Palomba).

What’s next?

Voglio continuare a mettere in comunicazione uomini e donne sui temi della sessualità, dentro e fuori dalle dating app.

Voglio continuare e trasformare l’online nell’offline, magari con aperitivi e meetup itineranti per replicare il primo evento, seppure io resti comunque una smanettona delle chat, amante dei mondi virtuali, sempre connessa.

Oggi ho imparato che una Community ha successo se riesci a intercettare ciò di cui un gruppo di persone ha bisogno e glielo offri. 

E che il modo che hai nel tuo piccolo per fare arretrare l’odio che dilaga online e offline è creare cose belle e dare loro spazi per crescere.

 – ph. by Lorenza D’Alessio

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