Essere madre a 19 anni e stare su Tinder

Essere madre a 19 anni e stare su Tinder

Mi sono imbattuta nel post di Giorgia* in un gruppo Facebook e sono rimasta subito folgorata perché tocca con crudezza e coraggio un tema caldo come il tabù di Tinder per una donna. Ma Giorgia è una donna con aggravanti, se così si può dire. Perché lei ha cominciato a usare Tinder a 18 anni ed era già madre. Ciononostante non ha vergogna nell’affermare di aver usato Tinder solo per sesso. E’ una storia forte, sulla quale chiedo – provateci – di sospendere il giudizio.

Ho 19 anni e sono mamma: già una categoria a rischio.

Nella mia vita ho avuto più di venti partner sessualiargh.

Solo quattro li ho conosciuti nella vita reale. Il resto tutti, senza esclusione di colpi, conosciuti su Tinder.

DING DING DING!, allarme “troia irresponsabile“.

Avevo 17 anni e 364 giorni quando mi sono iscritta a Tinder.

Ero in piena depressione post partum, avevo lasciato il padre di mio figlio perché violento e manipolatore, oltre che una noia mortale a letto. Semidistrutta, avevo bisogno di sessoSesso facile. Sesso immediato. Sesso di città, per provare l’ebrezza lontana dal paesino di montagna dove vivevo.

Questo è il dramma di quando li conosci tutti e hai finito le opzioni dopo i primi due!

Allora vada per Tinder.

Una/due volte a settimana prendevo il mio bel treno e andavo a prendermi quello che volevo.

Chiacchiero con uno, due, tre, quattro ragazzi… parliamo al telefono, controllo i vari social, mi segno quelli che mi solleticano di più mentalmente e vado. Una o due volte a settimana prendevo il mio bel treno e andavo a prendermi quello che volevo.

Non me ne fregava niente di niente se non ero l’unica, se poi mi avrebbe riscritto o no, se-se-se.

Sembra una cazzata, ma mi sentivo la donna più bella, sexy e cazzuta del mondo. Non me ne fregava niente di niente se non ero l’unica, se poi mi avrebbe riscritto o no, se-se-se. Un bicchiere di vino con uno sconosciuto interessante nudo accanto a me… e io scoprivo che potevo avere la cazzimma che ammiravo nelle altre. Perché le redini le avevo io, perché decidevo io, perché ero desiderata davvero (anche se solo per qualche ora) e non dovevo camminare in punta di piedi per farmi sentire o vedere.

Perché venivo scelta

Avevo un gruppo di amiche molto unito allora, ma le ho perse tutte per questo motivo. Non ho mai detto loro che quei ragazzi li conoscevo su Tinder, anche perché il solo sapermi a letto con un ragazzo diverso o alternante tra le braccia di un paio di loro a settimana pareva costringerle a darmi della puttana-madre-di-merda.

Ho creduto di essere una “puttana”? Sì.

Ho pianto per averle perse? Sì.

Ho creduto di essere una “puttana”? Sì.

Mi è piaciuto sentirmici? HELL YES.

Di quei ragazzi mi ricorderò sempre, perché anche il più duro e menefreghista di loro si è lasciato andare con me e mi ha permesso di entrare un po’ nella sua vita, ed io ho fatto lo stesso. Sono state amicizie meravigliose, loro ricordano me e io ricordo loro molto, molto, molto oltre il sesso.

Forse ho avuto fortuna, forse ho scorso bene a destra e azzeccato i super like. Quel che è certo è che tutta la timidezza e inibizione sessuale che avevo addosso, dopo quell’“installa”, si sono sgretolate e sono volate via con il fischio del treno.

*nome di fantasia.

Ringrazio l’autrice di questa storia per avermi autorizzata alla pubblicazione, assieme alla admin del Gruppo Facebook in cui è stata originariamente pubblicata.

Foto in evidenza by Gianandrea Villa on Unsplash

Lascia un commento