Working woman

Leadership femminile: il videocorso di Maura Gancitano su Tlon.tv [+ sconto]

Un videocorso sulla Leadership Femminile per insegnare alle donne a riconoscere i condizionamenti esterni ed interni che impediscono di realizzarsi. Perché ci sono ancora tanti pregiudizi da smontare per sfondare il "soffitto di cristallo".
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Cosa è la “leadership femminile“? Perché ci sono poche donne leader? E cosa significa essere una “leader“?

Il videocorso “Leadership Femminilerealizzato da Maura Gancitano di Tlon sulla nuova piattaforma tlon.tv parte da queste domande. E com’è nello stile di Tlon, non solo offre risposte ma anche altre domande da porsi come donne per avviare una riflessione più ampia.

Non mi sono mai vista come una leader. Ma ora che ci penso – e dopo aver concluso il videocorso di Gancitano sulla Leadership femminile – credo che questa mia idea sia falsata da un preconcetto sull’essere leader: immaginavo un/una leader come una persona autoritaria, dura nei modi, che si lascia andare poco alle emozioni e soprattutto che ha sete di potere. Ma che idea avevo anche del “potere“? Come qualcosa di negativo, che ti trasforma da dentro e che ti allontana da chi ti senti nel profondo, dalla tua autenticità.

Like a boss

Seguendo il percorso costruito da Gancitano, ci rendiamo conto che siamo portate ad avere una idea stereotipata di leader e potere, appunto. Questo è uno dei condizionamenti esterni che assimiliamo e si trasformano in quelli che Gancitano chiama “condizionamenti interni“, che sono allo stesso modo pericolosi. Sono quelli che alimentano quella vocina interiore che ti dice che “non sei all’altezza“, “non sei abbastanza brava“, “non ce la puoi fare“. Questa è la “Sindrome dell’Impostora” e Gancitano vi dedica una cospicua parte del videocorso.

Sei stata educata così. Ti hanno sempre convinta di essere un certo modo e ti hanno sempre spinta a sottovalutare le tue capacità.

Maura Gancitano nel videocorso “Leadership Femminile”.

I condizionamenti interni delle donne

Quante volte ti è capitato di esser stata interrotta durante una riunione, probabilmente da un collega o superiore maschio? O che un collega ti abbia spiegato qualcosa che in realtà tu conoscevi già bene (si chiama «mansplaining»).

Ma anche: quante volte non hai avuto il coraggio di prendere la parola – dunque di occupare uno spazio – perchè hai pensato che gli altri (uomini o donne, le donne non sono immuni a una idea patriarcale di potere, vedasi la figura della “leader con le palle”) fossero più all’altezza rispetto a te.

Tra l’altro, anche quando prendiamo la parola, non è raro che veniamo criticate come “maestrine“, il nostro tono infastidisce, perfino la nostra preparazione può essere percepita come ingombrante. Questo mi è capitato nel concreto: a lavoro mi è successo che mi venisse detto che “sono troppo preparata” e che quando spiego le cose assumo un tono “da maestrina” appunto (è fantastico vedere come il linguaggio patriarcale sia ricorrente, peccato che nonostante gli indizi lampanti non sempre lo riconosci come tale e riesci a difendertene). Mi è stato perfino detto che dovevo “essere meno brava” perchè il mio “perfezionismo” poteva diventare controproducente: ossia, mi impegno troppo, do troppo, lo faccio con troppa puntigliosità, e bisogna invece guardare al fatturato, possibilmente impiegandoci meno impegno/lavoro/dedizione possibile.

Mi sono chiesta se io fossi a essere sbagliata. Se il mio tono fosse davvero irritante quando mi trovavo a spiegare a clienti cose del mio lavoro – quello di Social Media Manager – in cui sono realmente preparata. Col tempo poi ho imparato che non c’è niente di sbagliato in me, che io non ho un “tono da maestrina”, che probabilmente se a qualcuno sarò risultata fastidiosa è perchè la mia preparazione risultava a lui ingombrante.

Non ho fatto tutto da sola: mi ha anche aiutata un percorso di psicoterapia in questo. Ma se ho dovuto fare un percorso di psicoterapia per comprendere il mio valore e capire chi intorno a me cercava di sminuirmi, si capisce come ancora certi pregiudizi siano incarnati culturalmente e soprattutto come noi donne li abbiamo interiorizzati. Spesso ci boicottiamo senza accorgercene.

Passion led us here

Mi sono sentita dire in passato anche altre frasi tristemente note del copione patriarcale, come “non fare l’isterica“. Ero stagista, ricordo, e un mio capo mi bocciò in toto una strategia che avevo ideato, dicendo che secondo lui non aveva alcun potenziale (la verità è che gli stavo proponendo piattaforme che erano già in voga ma che lui non conosceva, quindi era stato più facile cassarmi tutto piuttosto che ammettere la propria ignoranza). In riunione mi ero accesa nel difendere quelle mie idee (laddove il mio “accesa” vuol dire semplicemente rispondere, non chissà cosa, niente urla o parolacce, anche se a volte rimpiango di non averle usate). E così uscendo da quella riunione il capo mi aveva avvicinata e mi aveva detto che mi aveva vista “animarmi”, che non ero capace di recepire le critiche costruttive e che… non dovevo “fare l’isterica”, appunto.

Al tempo non sapevo che «isterica» è un insulto sessista poiché deriva dal greco hystera, “utero”, e che questa parola ha una storia antica che risale a Ippocrate passando per Freud, come ricostruisce Jennifer Guerra su The Vision.

Chi dà a una donna dell’isterica sottintende che il suo modo di rapportarsi con il mondo sia viziato dal suo genere e che per lei non esista altro orizzonte di possibilità che l’imprevedibilità e l’irrazionalità dettata dai suoi ormoni. E dirlo a un uomo, o dire che è “mestruato” è altrettanto offensivo, perché ci si riconduce alla stessa visione tossica e stereotipata della condizione femminile.

Jennifer Guerra su The Vision

Il videocorso su “Leadership femminile” di Maura Gancitano su Tlon.tv

Maura Gancitano nel videocorso “Leadership Femminile, attraverso anche dati (perchè i dati ci sono eccome e parlano chiaro!) e consigli di lettura, ci guida in una mappatura della condizione femminile odierna e dei fattori che ancora oggi ostacolano le donne nell’esprimere appieno il loro potenziale, fino a non poter raggiungere posizioni rilevanti. Ossia, i fattori che mantengono ancora saldo quel “soffitto di cristallo” sopra le nostre teste.

Dopo aver finito il videocorso “Leadership Femminile” di Maura Gancitano, rimango dell’idea che non mi sento una leader né voglio diventarlo, ma ho nuove consapevolezze. Tanto per cominciare, che non per forza dobbiamo essere tutte leader. Che posso avere un posto nel mondo e una carriera anche senza desiderare l’apice del potere. Che posso far sentire la mia voce anche se non aderisco al canone di donna-boss assertiva tutta d’un pezzo. Che ad esempio preferisco formare persone più giovani di me che sono appassionate e che amano impegnarsi (perchè mi rivedo in loro): mi arricchisce umanamente passare il testimone, tendere una mano ad altre donne per far raggiungere anche a loro queste consapevolezze e credere in loro stesse.

E che non permetterò più a nessuno di dirmi che sono “isterica”, che mi sono “animata troppo” o che devo apparire “meno brava”.

Grazie Maura per averci donato questo percorso!

Ho acquistato il videocorso di Maura Gancitano “Leadership Femminile” ed è stato per me illuminante. Lo considero una perla e perciò mi son detta che è importante farlo circolare il più possibile tra altre donne. Per questo ho chiesto a Tlon un codice sconto per chi mi segue: con MATCHANDTHECITY15 hai il 15% di sconto su questo videocorso (valido dal 15 al 28 giugno)! Se lo acquisti, fammi sapere cosa ne pensi!

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