Recensione del libro femminista “Le ragazze stanno bene”

Un libro che è un percorso tra diversi temi urgenti del femminismo, raccontato dalla voce di una donna trasversale che attraversa le diverse fasi della sua vita. Una donna che potremmo essere tutte noi. Un viaggio, da fare insieme.
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Le ragazze stanno bene“, di Giulia Cuter e Giulia Perona, affronta i temi del femminismo attraverso le tappe della formazione di una donna. Ho intervistato le sue autrici.

L’obiettivo del libro “Le ragazze stanno bene”

“Abbiamo deciso di condurre il lettore attraverso le tappe fondamentali e i temi ricorrenti nella vita di una giovane donna: dalla prima mestruazione alla pervasiva ossessione per il corpo, dal mansplaining subito sul luogo di lavoro alla ricerca di modelli femminili a cui ispirarsi, dagli indumenti rosa alle relazioni sentimentali, da tutti i no che ci hanno detto a quelli che avremmo voluto dire.” 

Le ragazze stanno bene

Questa è la mission di “Le ragazze stanno bene“, libro scritto da Giulia Cuter e Giulia Perona, edito da HarperCollins.

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Giulia Cuter e Giulia Perona sono già autrici del podcast Senzarossetto, prodotto da Querty, che è lo stesso network che ha prodotto il mio podcast Match and the City. Ed è stato proprio grazie a Giulia Perona che io tra l’altro ho conosciuto Querty! Su Senzarossetto Giulia & Giulia raccontano le donne attraverso la penna e la voce di scrittrici italiane contemporanee. 

Questo libro – che può essere annoverato a pieno titolo tra i libri femministi – è importante per i suoi contenuti ma è anche un esercizio stilistico dato che è la storia di una donna trasversale nelle sue diverse tappe di crescita, dalle mestruazioni al matrimonio, passando per l’educazione femminile, il corpo, il sesso, le relazioni.
La voce narrante di hanno ragazza schietta che ammette anche i propri pregiudizi ed errori. Per questo “carattere” potrebbe essere il personaggio fuori dai canoni della serie tv di grande successo Fleabag!

Contenuti del libro “Le ragazze stanno bene”

Le ragazze stanno bene” è anche un saggio pieno di studi, dati e anche rimandi pop, scritto con un linguaggio molto comprensibile, in cui vengono sempre spiegati anche i termini inglesi ad esempio. Offre uno spaccato italiano e globale dei fenomeni legati al femminismo, una sorta di mappatura contemporanea sulla condizione della donna in Italia e dello stato dell’arte del femminismo. A che punto siamo, quante lotte ancora dobbiamo portare avanti?

In “Le ragazze stanno bene” c’è un capitolo intitolato “It’s a Match!” che, non posso negarlo, è stato il mio preferito, per evidenti motivi.
In questo capitolo le autrici citano la loro newsletter alla quale contribuii con un mio pezzo intitolato: “Breve guida al sesso occasionale sulle dating app“.
In questo capitolo viene fatto un quadro dei vari aspetti legati alle relazioni e alla sessualità (contraccezione, verginità, orgasmi, sesso occasionale, dating app…): questo me lo ha fatto vedere come una versione di Future Sex aggiornata (libro che mi consigliò peraltro Giulia Perona qualche anno fa!).

La mascolinità tossica che opprime gli uomini

Le ragazze stanno bene. E gli uomini come stanno?
In un capitolo si definisce e si parla anche di mascolinità tossica: «ovvero quell’insieme di comportamenti, inclinazioni e stereotipi che descrivono gli uomini come violenti, incapaci di provare sentimenti, sessualmente ed emotivamente aggressivi». Quello degli stereotipi legati alla condizione maschile è un altro tema del libro che era inevitabile chiamare in causa, a riprova della visione sistemica nella trattazione costruita dalle sue autrici. Anche perchè, siamo nell’ondata del femminismo intersezionale, e non può pertanto esserci una visione che non consideri la big picture piuttosto che solo l’orticello delle donne: poiché di un sistema di disequilibrio di potere di fatto stiamo parlando, quello patriarcale.

I pregiudizi più comuni sul femminismo

A proposito di uomini, sul finale del libro le autrici parlano anche di femminismo e misandria ovvero il pregiudizio – molto diffuso tra gli uomini, ma non solo – per cui “sei femminista quindi odi gli uomini”. Ed è proprio con il finale del libro (spoiler!) che voglio lasciarvi, per invogliarvi a fare questa lettura piacevole e necessaria di questi tempi:

“La vera sfida per le nuove generazioni allora è questa: trovare un modo di spiegare a tutti che il femminismo è un dialogo per ridefinire le forme del potere, un percorso da fare insieme verso l’uguaglianza, un processo che non implica rubare i diritti civili a qualcuno per darli agli altri, ma solo estenderli al maggior numero possibile di persone. Sarà dura, ma sarà bellissimo.”

Le ragazze stanno bene

Se volete approfondire, sul mio canale IGTV, per la mia rubrica di dirette Instagram “Libri a letto“, ho intervistato le autrici di “Le ragazze stanno bene” proprio qui punti citati in questo articolo.

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